Nel nostro Paese negli ultimi
decenni si vive meglio e di più. È aumentata di molto la
popolazione anziana, mentre nascono meno bambini. Si pagano
quindi pensioni a più persone e per più tempo. Per mantenere
il sistema previdenziale in equilibrio si sono rese
necessarie varie riforme per effetto delle quali le pensioni
dei futuri pensionati saranno meno generose rispetto a
quelle pagate ai lavoratori andati in pensione nel recente
passato. La differenza sarà avvertita in particolare dai
lavoratori entrati nel mondo del lavoro dopo il 1° gennaio
1996, o con pochi anni di servizio a quella data. Un esempio
può servire a chiarire la situazione.
Consideriamo il caso di tre lavoratrici dipendenti. Tutte iniziano a lavorare a 25 anni e vanno in pensione a 60 anni. Ipotizzando uno stipendio identico, l’unica loro differenza è l’anno di nascita: Adele è nata nel 1950, Beatrice nel 1965 e Chiara nel 1980. Oggi tutte percepiscono un reddito lordo di 20.000 euro. A 60 anni la loro pensione può essere così stimata.
Per consentire ai lavoratori di avere, anche durante il periodo del pensionamento, un reddito non troppo diverso da quello avuto durante la vita lavorativa, la legge, entrata in vigore il 1° gennaio 2007, si propone di sviluppare un sistema pensionistico basato su due "pilastri": il primo è rappresentato dalla previdenza obbligatoria (erogata da Inps, Inpdap, Casse professionali etc.) e assicura la pensione base; il secondo è rappresentato dalla previdenza complementare il cui fine è di pagare pensioni che si aggiungono a quelle della previdenza pubblica.
L’adesione a forme pensionistiche complementari sarà fondamentale per garantire agli anziani di domani pensioni di importo adeguato e una vita più serena e tranquilla.
Consideriamo il caso di tre lavoratrici dipendenti. Tutte iniziano a lavorare a 25 anni e vanno in pensione a 60 anni. Ipotizzando uno stipendio identico, l’unica loro differenza è l’anno di nascita: Adele è nata nel 1950, Beatrice nel 1965 e Chiara nel 1980. Oggi tutte percepiscono un reddito lordo di 20.000 euro. A 60 anni la loro pensione può essere così stimata.
| Adele | Beatrice | Chiara | |
| Sistema di calcolo | Retributivo | Misto | Contributivo |
| Età / Anno | 60 / 2010 | 60 / 2025 | 60 / 2040 |
| Ultimo Reddito | 20.807 | 28.005 | 37.690 |
| Pensione | 13.965 | 16.758 | 21.346 |
| Rapporto Pensione/Reddito | 67% | 60% | 57% |
Note:
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Per consentire ai lavoratori di avere, anche durante il periodo del pensionamento, un reddito non troppo diverso da quello avuto durante la vita lavorativa, la legge, entrata in vigore il 1° gennaio 2007, si propone di sviluppare un sistema pensionistico basato su due "pilastri": il primo è rappresentato dalla previdenza obbligatoria (erogata da Inps, Inpdap, Casse professionali etc.) e assicura la pensione base; il secondo è rappresentato dalla previdenza complementare il cui fine è di pagare pensioni che si aggiungono a quelle della previdenza pubblica.
L’adesione a forme pensionistiche complementari sarà fondamentale per garantire agli anziani di domani pensioni di importo adeguato e una vita più serena e tranquilla.




